21 GENNAIO 2026
Riforma delle professioni 2025: cosa significa per i Periti Industriali
Il 4 settembre 2025 l’esecutivo ha dato il via libera al disegno di legge delega (DDL) per la riforma degli ordinamenti professionali. Si apre così un percorso di ridefinizione del sistema professionale italiano che interessa anche la nostra categoria. L’obiettivo è rendere più trasparente, moderna e competitiva la regolamentazione delle professioni, in un contesto segnato da innovazione digitale e crescente complessità delle competenze.
Per i Periti Industriali la riforma comporta interventi su più fronti: l’accesso all’albo (tirocinio, formazione, lauree professionalizzanti), l’aggiornamento degli statuti, la governance degli ordini (ricambio generazionale, parità di genere, digitalizzazione dei procedimenti), l’estensione dell’equo compenso (applicabile a tutti i clienti) e la semplificazione delle procedure. Il lavoro da compiere con i decreti attuativi, che dovranno essere emanati entro 24 mesi, non è poco.
Attraverso la propria struttura apicale, il CNPI, la categoria si è dichiarata soddisfatta dell’approvazione del DDL e disponibile a collaborare con il Governo nel percorso di attuazione. La riforma in divenire è percepita come un’opportunità per proiettare la categoria verso il futuro. Permangono, però, delle criticità. Ad esempio: rimangono ancora ambigue le modalità con cui verranno fissati i criteri distributivi e parametrici dell’equo compenso; il percorso tra titolo abilitante, tirocinio, esame di Stato e aggiornamento professionale necessiterà di una revisione che rischia di comportare tempi operativi significativi, soprattutto in virtù del fatto che la varietà di profili professionali, tipica dei Periti Industriali, rende più complessa l’applicazione uniforme delle nuove regole.
Con la riforma degli ordinamenti professionali in fase di attuazione, tre ambiti chiave per la categoria dei Periti Industriali sono destinati a cambiare sensibilmente: il tirocinio professionale, la formazione continua e il rapporto tra lauree professionalizzanti e accesso all’albo.
Il tirocinio dovrà essere più coerente con il mercato del lavoro, superando modelli di apprendimento puramente accademici. Si parla di “formazione duale” (alternanza tra studio e attività pratica), puntando a garantire trasparenza dei percorsi, tutela del tirocinante e omogeneità nazionale nei criteri di valutazione. Il periodo post-laurea dovrà essere maggiormente strutturato, con obiettivi formativi chiari e possibilità di valorizzare esperienze già maturate nei contesti produttivi o in apprendistato.
Il sistema attuale della formazione continua obbligatoria è destinato a essere rivisitato. La riforma prevede una revisione qualitativa dei percorsi formativi, basata su criteri di impatto professionale, efficacia e pertinenza delle competenze. Gli Ordini avranno un ruolo più attivo nel monitoraggio della qualità dell’offerta formativa accreditata.
Uno dei punti centrali per i Periti Industriali riguarda l’integrazione tra lauree professionalizzanti (L-P) e iscrizione all’Albo mediante il riconoscimento automatico dei percorsi L-P con stage e tirocini integrati, ai fini dell’abilitazione, la possibilità di svolgere tirocini validi ai fini dell’iscrizione durante la laurea, secondo protocolli condivisi con gli Ordini, una maggiore integrazione con il Sistema Nazionale delle Competenze, per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato.
Stampa
Stampa

