DECRETO CONTROLLI: CRITICITÀ NORMATIVE, PROFESSIONALI E OPERATIVE DI UN PROVVEDIMENTO CONTROVERSO

6 MARZO 2026

Decreto Controlli: criticità normative, professionali e operative di un provvedimento controverso

Il cosiddetto “Decreto Controlli”, introdotto con il D.M. 1° settembre 2021 recante «Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio», è stato oggetto di numerose proroghe e si avvia all’entrata in vigore a oltre cinque anni dalla sua prima elaborazione. Nato in un contesto di governo tecnico, dopo reiterati rinvii da parte di governi politici, il provvedimento continua a sollevare dubbi sotto il profilo giuridico, tecnico e della sicurezza.

L’efficacia preventiva del decreto appare incerta, mentre emergono possibili criticità in termini di sicurezza pubblica. Sul piano operativo, inoltre, i Dipartimenti territoriali segnalano una carenza di indicazioni chiare e interpretazioni uniformi, con il rischio di applicazioni disomogenee sul territorio nazionale.

Una delle conseguenze più rilevanti riguarda i professionisti antincendio: l’impianto normativo del decreto potrebbe impedire loro, ad esempio, di asseverare impianti IRAI ed EVAC, nonostante tali sistemi siano progettati e realizzati secondo la normativa vigente e sotto la loro responsabilità tecnica. Si determina così un paradosso normativo, in cui il professionista è abilitato a progettare e certificare la conformità dell’impianto, ma non può più validarne l’operatività complessiva in fase di controllo.

Ulteriori criticità derivano dall’introduzione di una qualifica unica per i controlli, indipendente dal livello di rischio dell’attività. Ciò consente, di fatto, a soggetti con una formazione standardizzata di operare indistintamente su contesti profondamente diversi, dal piccolo esercizio commerciale a strutture sanitarie o industriali complesse, in contrasto con il principio di proporzionalità previsto dal Testo Unico.

Il decreto appare inoltre disallineato rispetto al quadro europeo e alla Legge n. 4/2013, che disciplina la qualificazione delle professioni non regolamentate attraverso organismi accreditati come ACCREDIA. In questo scenario, resta aperta una questione di fondo: se l’obiettivo dichiarato sia realmente il rafforzamento della sicurezza antincendio o se, al contrario, il provvedimento finisca per generare sovrapposizioni, incertezze applicative e un indebolimento delle responsabilità tecniche esistenti.

Davide Corbella, Perito Industriale dell’Ordine di Pavia

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