ADDIO ALLA CALDAIA A GAS

20 FEBBRAIO 2026

LA CALDAIA DEL FUTURO

Il dibattito sul futuro delle caldaie a gas è al centro delle politiche energetiche europee e italiane, proprio mentre i Paesi dell’Unione cercano di ridurre le emissioni di gas serra e di migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Gli impianti a gas, dal metano al GPL, sono stati la tecnologia dominante in Europa per il riscaldamento domestico grazie alla loro affidabilità, diffusione dei sistemi di distribuzione e costi contenuti. La Direttiva UE sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) e iniziative come la cosiddetta “Direttiva Case Green” tracciano una roadmap di decabornizzazione del settore edilizio. In base alle linee guida comunitarie, dal 1° gennaio 2025 gli Stati membri non hanno potuto più concedere incentivi pubblici per l’installazione di generatori alimentati con combustibili fossili, pur consentendo eccezioni per impianti ibridi (factory made o add on) con una significativa quota di rinnovabili (es. pompa di calore). L’Italia ha recepito queste indicazioni. Si era ipotizzato di escludere le tecnologie tradizionali già dal 2029, ma poi le regole sono risultate più permissive. Il futuro delle caldaie a gas, quindi, è segnato da uno svuotamento delle forme di incentivo e da pressioni verso tecnologie più pulite. Riportiamo una intervista a due esperti termotecnici dell’Ordine dei Periti Industriali di Como, Enrico Avalli e Fabio Catanzano.

1) Se ho una caldaia a gas, posso continuare a far manutenzione?

Sì. Le caldaie a gas in funzione possono essere utilizzate e devono essere manutenute per rispettare i requisiti di sicurezza e di emissioni imposti dalla normativa vigente. In Italia la normativa — in particolare il D.P.R. 74/2013 — impone controlli periodici e manutenzione degli impianti termici, compresi quelli alimentati a gas. La manutenzione ordinaria include la verifica delle condizioni di funzionamento e la pulizia di componenti soggetti a usura, mentre la prova dei fumi (analisi delle emissioni) è un controllo tecnico che serve a verificare la combustione e il rispetto dei limiti inquinanti. Gli utenti (non il proprietario ma l’utilizzatore o, per impianti più grossi, il legale rappresentante o il terzo responsabile delegato) devono informarsi presso gli “uffici impianti termici” territoriali (comune con più di 40.000 abitanti o provincia) sulla periodicità dei controlli poiché questi variano in funzione della potenza termica e della regione di installazione.

2) Quali sono le alternative alla caldaia a gas?

La scelta delle alternative dipende dal tipo di edificio, clima locale, consumi energetici e disponibilità di incentivi. Tra le principali opzioni ci sono le pompe di calore, che funzionano trasferendo il calore presente nell’aria, nell’acqua o nel terreno verso l’interno della casa utilizzando l’energia elettrica. Questo processo consente di ottenere più energia termica rispetto all’elettricità consumata. Il coefficiente di prestazione – COP – definito come rapporto fra la potenza elettrica e la potenza termica, è di 3÷4 o superiore ma varia molto in relazione alle condizioni di utilizzo (temperature ambiente interno ed esterno nonché quelle dei fluidi utilizzati ovvero della tipologia di pompa di calore). Vista la complessità dei parametri in gioco, la determinazione del prodotto più idoneo (soprattutto su impianti esistenti) deve essere demandata a professionisti del settore.

Convengono a:

  • Case con buona coibentazione termica.
  • Abitazioni con spazio esterno per installare l’unità esterna.
  • Climi non estremamente freddi (in inverno la resa cala ma molte pompe moderne lavorano con rese ammissibili anche sottozero).

Riguardo agli incentivi, le pompe di calore rientrano negli Ecobonus e in altri strumenti di agevolazione quali Conto Termico 3.0 o bandi di efficientamento energetico emanati da enti locali, che possono coprire parte significativa della spesa. L’eliminazione degli incentivi per le caldaie a gas rende queste alternative spesso più vantaggiose sotto il profilo economico.  Se si parla di “sistemi ibridi”, si fa riferimento a un sistema che combina una pompa di calore con una caldaia a gas o altro generatore fossile: la pompa di calore gestisce i carichi termici più frequenti, mentre la caldaia interviene solo nelle giornate più fredde. Questi sistemi possono essere incentivati purché la quota di energia rinnovabile sia significativa e siano certificati dal produttore come “factory made o add on”. Ci sono poi le Caldaie a biomassa o a idrogeno. Tuttavia, le prime richiedono spazi per lo stoccaggio del combustibile, presentano emissioni locali e possono essere utilizzate con limiti normativi più o meno restrittivi a seconda delle aree geografiche di installazione, le seconde sono ancora in fase di sviluppo su vasta scala. Rispetto alle caldaie a gas, le pompe di calore possono ridurre le emissioni di CO₂, soprattutto se l’elettricità utilizzata è prodotta da fonti rinnovabili.

3) Perché la direttiva europea sulle dismissioni delle caldaie a gas si è ammorbidita?

Per le pressioni dei produttori e delle associazioni di settore, che hanno evidenziato rischi per la filiera e occupazione, le incertezze normative e tecniche nel coordinamento con altre normative europee, la complessità di transizione in mercati dove la diffusione delle pompe di calore e di altre tecnologie rinnovabili non è uniforme e l’urbanizzazione italiana, che fatica a conciliare il luogo con l’inserimento di pompe di calore, pannelli fotovoltaici e altri apprestamenti analoghi, risulta inconciliabile con i vincoli architettonici ed acustici.

4) Quali sono i vantaggi e i limiti di una pompa di calore?

I vantaggi principali sono l’efficienza energetica elevata, la riduzione delle emissioni, la funzione di riscaldamento e di raffrescamento. I limiti sono il costo iniziale elevato, le prestazioni dipendenti dal clima e la necessità di adattare l’edificio.

5) Controlli: ogni quanto tempo vanno eseguiti? Come? Quali sono i rischi se non vengono effettuati?

Come per le caldaie tradizionali, anche le pompe di calore devono essere sottoposte a controlli periodici, che variano in base alla potenza dell’impianto e alla regione di installazione. Indipendentemente dagli obblighi normativi, è consigliabile effettuare una verifica annuale, affidandosi a un centro assistenza specializzato per il modello installato. È inoltre fondamentale consultare il libretto di impianto rilasciato al momento dell’installazione e attenersi alle indicazioni specifiche, poiché alcune tempistiche possono essere stabilite dal produttore o dai regolamenti regionali. Trascurare i controlli può comportare rischi per la sicurezza, come fughe di gas, malfunzionamenti e pericolo di monossido di carbonio, perdita di efficienza energetica, con consumi più elevati e maggiore impatto ambientale, sanzioni amministrative previste dalle normative locali.

6) Quali caldaie si usano oggi per le nuove costruzioni?

In molte nuove costruzioni in Italia e in Europa, la tendenza è verso impianti che siano più efficienti e compatibili con gli obiettivi climatici:

  • Pompe di calore aria-acqua o geotermiche.
  • Sistemi ibridi che combinano pompa di calore e generatore fossile per ottimizzare costi e prestazioni.

7) Cosa consigliare per un condominio, casa o azienda con vecchie modalità di riscaldamento?

La scelta dipende dal tipo di immobile e non deve prescindere dalla tipologia dei sistemi di emissione. Tali verifiche preliminari devono essere affrontate da professionisti del settore.

8) Incentivi: quali caldaie hanno un incentivo? Cosa conviene installare?

Dal 2025 gli incentivi pubblici per caldaie a gas tradizionali sono eliminati, mentre restano disponibili per:

  • Pompe di calore, in molti casi con detrazioni fiscali o contributi.
  • Impianti ibridi con quota significativa di energia da rinnovabili.

Quindi, dal punto di vista finanziario, conviene orientarsi verso pompe di calore o impianti ibridi, non solo per ottenere benefici fiscali, ma anche per prepararsi a un mercato futuro sempre più orientato verso tecnologie a basse emissioni.

9) Quanto conta la coibentazione della casa in previsione di un cambio caldaia? Gli interventi che migliorano l’efficienza energetica dell’edificio – come coibentazione dell’involucro, serramenti ad alta prestazione, sistemi di regolazione evoluta – ridimensionano la domanda di energia termica. Ciò significa che:

  • Una pompa di calore può lavorare con maggior efficienza.
  • I consumi complessivi scendono.
  • Il dimensionamento dell’impianto può essere più contenuto.

Intervenire sul “guscio” edilizio e sull’impianto insieme è una strategia che porta maggiori risparmi energetici e riduce i tempi di ritorno dell’investimento.

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