8 MAGGIO 2026
Pubblicato il prezzario regionale dei lavori pubblici di Regione Lombardia edizione 2026
Negli appalti pubblici, il prezzario regionale costituisce un riferimento non soltanto operativo ma anche giuridicamente cogente. Secondo il D.Lgs. 36/2023, per determinare l’importo dei lavori occorre fare riferimento ai prezzari predisposti dalle Regioni; solo in assenza di prezzi definiti si può fare ricorso all’analisi prezzi, la cui costruzione deve fondarsi su componenti coerenti con i listini ufficiali, in particolare per quanto riguarda la manodopera. Il prezzario non è pertanto un mero supporto tecnico, bensì uno strumento finalizzato a garantire congruità economica, qualità delle opere e sicurezza nei cantieri. Questo, almeno, dovrebbe essere l’obiettivo ricercato dagli estensori.
Il prezziario di Regione Lombardia negli ultimi anni ha subito una trasformazione significativa, a tratti radicale. Dopo l’edizione unica 2023, il 2024 ha introdotto un nuovo modello strutturale, ulteriormente sviluppato nelle due edizioni 2025; da ultimo, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. XII/6071 del 27 aprile 2026, è stata approvata l’edizione 2026. Sul piano dell’applicabilità, quest’ultima entra in vigore dalla data di pubblicazione della deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL), divenendo da quel momento il riferimento per la redazione delle stime dei lavori pubblici. Il prezzario 2025 potrà comunque continuare a essere impiegato fino al 30 giugno 2026.
Il primo grande cambiamento significativo avvenne nel 2024: il prezzario fu riorganizzato secondo una logica a risorse, con l’intento di renderlo coerente con ambienti digitali e metodologie BIM (Building Information Modelling), queste ultime sempre più impiegate nell’ambito della progettazione. La nuova architettura venne sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Milano, con lo scopo di ricercare una maggiore integrazione e interoperabilità dei dati. L’innovazione tecnica di fondo consiste nel fatto che ogni elemento – oggetto, manodopera, mezzo – è descritto attraverso un’anagrafica strutturata che ne definisce e ordina le relative informazioni. Le edizioni 2025 hanno introdotto una revisione diffusa di declaratorie, analisi e valori economici, anche grazie a un confronto sistematico con associazioni di categoria e ordini professionali.
Nonostante i presupposti, i listini 2024 e 2025, sono risultati generalmente difficoltosi da utilizzarsi. A riprova di questo, diversi soggetti rappresentativi della filiera tecnica – tra cui ordini professionali e associazioni di categoria come ANCE – hanno segnalato criticità relative alla struttura del prezzario, alla complessità delle voci e alla presenza di refusi e incongruenze nelle analisi prezzi. Si riscontra, tra l’altro, un’oggettiva difficoltà applicativa, particolarmente evidente nella sezione impiantistica dove, spesso, compaiono voci non aggiornate tecnicamente o con declaratorie oggettivamente difficili da interpretare. Anche le aziende alle quali vengono consegnati i computi metrici redatti sulla base dei listini hanno manifestato difficoltà ad interpretarne correttamente il contenuto, con il rischio di compiere errori di valutazione. Questo costringe sovente l’estensore dei computi metrici ad aggiungere note di commento o riferimenti ai disegni per rendere l’elaborato più comprensibile. Va da sé che, in termini di ottimizzazione ed efficientamento del lavoro progettuale, tali aggiunte comportano un dispendio di tempo – a volte notevole – che potrebbe essere evitato organizzando meglio il listino e dotando l’utenza di strumenti digitali di consultazione e comparazione con vecchi listini realmente efficienti.
Il prezzario 2026 si colloca in continuità con il percorso intrapreso nel 2024. Le informazioni ufficiali disponibili evidenziano un aggiornamento diffuso delle voci e un affinamento delle analisi, oltre al consolidamento degli strumenti digitali di consultazione (portale). Si è intervenuti con l’intento di migliorare la coerenza interna del sistema e di aggiornare i valori economici. La pubblicazione di quest’edizione è troppo recente per poter trarre delle conclusioni riguardo il superamento delle criticità segnalate nelle precedenti edizioni: la reale efficacia operativa potrà essere verificata solo con l’utilizzo concreto da parte di progettisti e stazioni appaltanti.
Da ultimo, sarebbe auspicabile lo sviluppo di un listino con struttura e strumenti di consultazione unificati a livello nazionale, pur con i dovuti aggiustamenti di prezzo in relazione alle diverse aree economiche del paese.
Articolo di Daniele Fornè, Perito Industriale
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